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Numeri

Margini in edilizia: perché il fatturato non basta

Fatturi bene ma a fine anno non sai dove sono finiti i soldi? Il problema non è il mercato, è che non controlli i margini. Ecco come fare.

Guido Alberti·7 min lettura

Problema: la maggior parte di chi opera in edilizia conosce il proprio fatturato ma non ha idea del margine reale sulle singole commesse.

Soluzione: un sistema a 3 livelli di margine (lordo, reale, netto) con una scheda commessa aggiornata ogni settimana.

Risultato: sapere esattamente quanto guadagni su ogni lavoro e smettere di lavorare gratis su commesse che sembrano buone e non lo sono.

"Lavoro come un matto, ma a fine anno i soldi non ci sono"

È una frase che sento spesso durante le consulenze nel Nord Italia. L'azienda fattura bene, i cantieri non mancano, si lavora 12 ore al giorno. Ma a fine anno sul conto non c'è mai quello che ci si aspetta.

Quando chiedo "quanto margini sulla tua commessa media?", la risposta è quasi sempre la stessa: "Un 30% circa."

Quella parola, "circa", è il problema. Non il mercato, non i fornitori, non i clienti che tirano sul prezzo. Il problema è quel "circa" che nasconde una voragine tra quello che pensi di guadagnare e quello che guadagni davvero.

Perché il fatturato non dice niente

Un concetto che sembra banale ma che la maggior parte degli imprenditori che incontro non ha interiorizzato.

Un'azienda che fattura il doppio ma margina la metà guadagna meno di una che fattura la metà e margina il doppio. Con metà dei cantieri aperti, metà dello stress, metà dei rischi.

Il fatturato misura quanto gira, non quanto resta. Eppure quando due imprenditori si incontrano, la prima domanda è sempre "quanto fatturi?" Mai "quanto margini?" Perché il fatturato è un numero facile. Il margine richiede lavoro per calcolarlo. E quando lo calcoli, spesso non ti piace quello che trovi.

I 3 livelli di margine

Questo è il cuore del discorso. Quando analizzi una commessa, ci sono tre livelli di margine. La maggior parte delle aziende si ferma al primo.

Livello 1: margine lordo

È il calcolo che fanno tutti. Ricavo meno costi diretti visibili: materiale, manodopera di posa, trasporto.

Su una commessa tipo, il margine lordo è spesso intorno al 35%. E se ti fermi qui, pensi che stai andando alla grande.

Livello 2: margine reale

Qui le cose cambiano. Il margine reale include tutti quei costi che nessuno registra ma che esistono.

VoceCosa comprende
Sopralluoghi e misurazioniLe ore che il titolare passa in cantiere prima del preventivo
PreventivazioneConfigurare, verificare, presentare, trattare
Gestione ordiniOrdini fornitori, verifiche consegne, coordinamento
Scarti materialeGuarnizioni, vetri rigati, accessori in più
Imprevisti di posaMuri fuori piombo, spalle spostate, adattamenti
Post-venditaUscite del tecnico per regolazioni e spiegazioni

Sommando queste voci, il margine reale scende spesso di 6-8 punti rispetto al lordo. Quel 35% diventa un 28%.

Livello 3: margine netto

Questo è il numero che conta. Dal margine reale togli la quota di costi fissi che ogni commessa deve coprire: affitto, stipendi amministrativi, ammortamenti, assicurazioni, software.

Questi costi li paghi anche se quel mese non fai neanche una posa. Dividi il totale per il numero di commesse annue e ottieni quanto ogni lavoro deve "portare a casa" solo per coprire la struttura.

Il margine netto reale, nella mia esperienza, sta quasi sempre tra il 20% e il 25%. Chi pensava di marginare il 30% scopre che margina il 22%.

Le commesse piccole: il vero problema

Quando si fa questa analisi su tutte le commesse, salta fuori un pattern ricorrente.

Tipo commessaMargine netto tipico
Commesse grandi22-26%
Commesse medie18-23%
Commesse piccole10-15%

Le commesse piccole sono quasi sempre il problema. I costi fissi (sopralluogo, preventivo, gestione, logistica) pesano quasi uguale che su una commessa grande, ma il ricavo è un terzo. In alcuni casi, si lavora a costo o sotto costo senza saperlo.

Il prima e il dopo

Chi inizia a controllare i margini con questo metodo vede risultati in pochi mesi.

PrimaDopo
Margine percepito~30%dato reale: ~22%
Commesse piccole accettatetuttesolo se con margine lordo sopra il 40%
Costo orario nei preventivisottostimatocorretto con oneri reali
Varianti in cantieregratis, "per cortesia"ogni variante ha un prezzo
Margine netto medio~20%~24%

Quattro punti di margine in più sembrano poco. Ma su un fatturato di 1.000.000 €, quattro punti in più significano 40.000 € in più a fine anno. Soldi veri, sul conto.

Il sistema: una scheda commessa e 30 minuti alla settimana

Non serve un software costoso. Non serve assumere un controller. Serve una scheda commessa per ogni lavoro e la disciplina di aggiornarla una volta alla settimana.

La scheda ha tre sezioni.

Intestazione: cliente, tipo di lavoro, importo contrattuale, date previste.

Costi: con quattro colonne. Costo preventivato, costo effettivo a oggi, costo a finire stimato, scostamento. Le righe sono: materiale, manodopera (ore per costo orario reale, non quello che pensi), subappalti, trasporti, costi indiretti, quota costi fissi.

Margine: tre righe. Margine lordo. Margine reale. Margine netto.

Ogni lunedì mattina, 30 minuti. Aggiorni le schede delle commesse attive. Se il margine reale di una commessa sta scivolando sotto la soglia che ti sei dato, intervieni subito. Non a fine cantiere, quando è troppo tardi.

BAU Gest

Controlla i margini con BAU Gest

BAU Gest calcola il margine reale e netto su ogni commessa in automatico. Scheda commessa aggiornata, report settimanale con i 5 numeri che contano, alert quando un cantiere sfora il budget.

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Margine netto24,2%
Commesse attive8
Ore scostamento+12%

Il report settimanale: 5 numeri su una pagina

Ogni lunedì guardi un foglio con cinque numeri.

Margine medio delle commesse attive. L'obiettivo è sopra il 23% netto.

Scostamento ore: ore reali lavorate contro ore preventivate, per ogni cantiere aperto. Se un cantiere sfora del 20%, c'è un problema da risolvere adesso.

Cash flow a 30 giorni: quanto entra e quanto esce. Per non trovarsi con il conto a secco quando ci sono gli stipendi da pagare.

Portafoglio ordini: il valore dei lavori firmati ma non ancora iniziati. Se scende sotto i 2 mesi di lavoro, è il momento di spingere sul commerciale.

Preventivi aperti: quanti sono in attesa di risposta, da quanto tempo, per quale importo.

Cinque numeri. Un report. 10 minuti per leggerlo. Chi usa questo sistema mi dice che quei 10 minuti del lunedì mattina valgono più di 10 ore di lavoro in cantiere.

Il punto vero

Il fatturato è una droga. Ti dà la sensazione di andare avanti. Chiudi un contratto e ti senti bene. Ma se quel contratto margina il 12% netto, hai firmato per guadagnare pochissimo su settimane di lavoro e tutto il rischio che un imprevisto ti porti sotto zero.

Controllare i margini non è un esercizio contabile. È il modo per capire se la tua azienda ti sta pagando per il lavoro che fai o se stai lavorando per pagare la tua azienda.

Se vuoi fare questo esercizio sulla tua azienda, parti dalla prossima commessa che chiudi. Prendi tutti i costi veri. Calcola il margine netto. Confrontalo con quello che pensavi di avere.

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