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Consulenza per PMI in edilizia: come funziona e quando serve

Cosa succede quando un imprenditore in edilizia chiede una consulenza? Come funziona, cosa si analizza e perché non è come rivolgersi a un'agenzia di marketing.

Guido Alberti·7 min lettura

Problema: molti imprenditori in edilizia non sanno cosa aspettarsi da una consulenza e la confondono con il lavoro di un'agenzia di marketing.

Soluzione: un percorso che parte dai numeri dell'azienda, non dalle campagne pubblicitarie.

Risultato: decisioni basate su dati reali, non su sensazioni. E un piano d'azione costruito sulla tua situazione specifica.

"Ma voi cosa fate esattamente?"

È la domanda che sento più spesso quando un imprenditore nel Nord Italia ci contatta per la prima volta. Ed è una domanda giusta, perché la parola "consulenza" può significare tutto e niente.

La risposta breve: guardiamo come funziona la tua azienda e ti diciamo dove stai perdendo soldi, dove stai andando bene e cosa dovresti cambiare. Non vendiamo pubblicità. Non gestiamo i tuoi social. Non facciamo siti web.

La risposta lunga è questo articolo.

La differenza tra una consulenza e un'agenzia di marketing

Un'agenzia di marketing ti chiede il budget e ti propone delle campagne. Parte dall'azione: "Facciamo Facebook, facciamo Google, facciamo il sito nuovo."

Una consulenza seria parte dalla domanda opposta: "Ha senso spendere soldi in marketing adesso, oppure il problema è da un'altra parte?"

Nella nostra esperienza, in almeno un caso su tre il problema non è il marketing. È che l'azienda non conosce i propri margini, non ha un processo di vendita, oppure il titolare lavora 14 ore al giorno perché non riesce a delegare.

In quei casi, fare una campagna pubblicitaria è come buttare benzina su un motore rotto. Spendi di più e il motore si rompe prima.

Come funziona una consulenza in pratica

Il percorso ha tre fasi. Non è complicato, ma richiede onestà e disponibilità a guardare i numeri per quello che sono.

Fase 1: il check-up

Analizziamo la situazione attuale. Questo significa guardare i numeri veri: fatturato, margini per tipo di lavoro, costi fissi, flusso di cassa. Ma anche il processo commerciale: quanti preventivi fai, quanti ne chiudi, quanto tempo ci metti, chi segue i clienti dopo il primo contatto.

Non serve preparare niente di speciale. Basta avere accesso ai dati del gestionale o del commercialista, e un'ora di tempo per parlarne insieme.

Fase 2: la fotografia

Alla fine del check-up hai una fotografia chiara. I punti di forza, i punti deboli e le aree dove intervenire subito. Non opinioni generiche tipo "dovresti fare più marketing". Cose concrete: "stai marginando il 15% sulle commesse piccole e il 28% su quelle grandi, dovresti concentrarti su queste."

Fase 3: il piano d'azione

Se ha senso lavorare insieme, costruiamo un piano. Le priorità, le azioni, i tempi. Non un documento da 50 pagine che finisce nel cassetto. Un foglio con le 5 cose da fare nei prossimi 90 giorni.

Cosa controlliamo prima di tutto

Prima di parlare di strategie o di azioni, guardiamo sempre questi numeri.

Cosa guardiamoPerché
Margine per tipo di lavoroPer capire dove guadagni davvero e dove lavori quasi gratis
Tasso di conversione preventiviPer capire se il problema è nel marketing o nella vendita
Costi fissi mensiliPer sapere quanto devi fatturare solo per tenere aperta l'azienda
Flusso di cassa a 60 giorniPer evitare sorprese quando arrivano stipendi e fornitori
Tempo del titolarePer capire se stai lavorando nell'azienda o sull'azienda

Questi cinque numeri raccontano lo stato di salute dell'azienda meglio di qualsiasi sensazione.

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Margine netto24,2%
Commesse attive8
Ore scostamento+12%

Un esempio concreto: serramentista con 8 dipendenti

Un serramentista del Veneto ci ha contattato perché voleva investire in marketing. Fatturava NaN € l'anno, aveva lavoro, ma a fine anno restavano in tasca 30 €. Troppo poco per un'azienda di quella dimensione.

Abbiamo fatto il check-up. Il problema non era il marketing. Era che accettava tutte le commesse allo stesso modo, senza distinguere tra lavori da 5 € e lavori da 50 €. I piccoli lavori avevano un margine reale del 9%, quelli grandi del 26%.

In pratica, i piccoli lavori gli costavano quasi quanto gli rendevano, perché il tempo di gestione (sopralluogo, preventivo, consegna, eventuale contestazione) era quasi uguale a quello delle commesse grandi.

Dopo tre mesi ha smesso di accettare commesse sotto i 10 € senza un margine minimo del 20%. Ha perso il 30% dei lavori in volume, ma ha guadagnato il 40% in più a fine anno.

I primi 90 giorni di consulenza

Nei primi tre mesi il lavoro si concentra su tre cose precise. Non si tocca tutto insieme perché non funziona. Si sceglie dove intervenire, si misura e poi si decide il passo successivo.

Mese 1: capire i numeri veri. Quasi nessun imprenditore in edilizia conosce il margine reale per tipo di commessa. Tutti conoscono il fatturato, quasi nessuno sa quanto resta tolti i costi diretti, la manodopera e le ore del titolare. Questo è il primo lavoro: mettere nero su bianco i margini reali.

Mese 2: riorganizzare il processo di vendita. Quanti preventivi fai al mese? Quanti ne chiudi? Dopo quanto tempo? Chi richiama chi non ha risposto? In media un serramentista chiude il 25% dei preventivi. Con un processo di follow-up strutturato si arriva al 35-40% senza cambiare nient'altro.

Mese 3: le prime decisioni. Con i numeri sul tavolo e un processo commerciale che funziona, si decide cosa fare: su quali lavori concentrarsi, se ha senso assumere, se il marketing serve adesso o tra sei mesi. Decisioni prese con i dati, non con le sensazioni.

Quando ha senso chiedere una consulenza

Non serve essere in crisi per chiedere una consulenza. Anzi, il momento migliore è quando le cose vanno bene ma senti che potresti fare di più. O quando lavori tanto ma a fine anno i soldi non ci sono.

Ecco le situazioni in cui ci contattano più spesso:

"Fatturiamo bene ma non so quanto marginiamo." Il classico. L'azienda gira, i cantieri non mancano, ma il conto in banca non riflette tutto quel lavoro.

"Faccio tutto io e non riesco a staccare." Il titolare è il venditore, il capocantiere, l'amministratore e il problem solver. Vuole delegare ma non sa da dove partire.

"Vorrei crescere ma ho paura di assumere." L'azienda è piena di lavoro, servirebbe una persona in più, ma senza numeri chiari il rischio sembra troppo alto. Sapere che ti costa 5 € al mese e che ogni dipendente deve generare almeno 12 € di margine al mese cambia la prospettiva. Non è più una scommessa, è un calcolo.

"Ho fatto marketing e non ha funzionato." Ha speso soldi in pubblicità, ma senza un processo di vendita dietro, i contatti arrivati non si sono trasformati in contratti.

Cosa non è una consulenza

Per chiarezza, ecco cosa non facciamo.

Non facciamo corsi motivazionali. Non ti diciamo che "devi crederci di più" o che "il mindset è tutto". Ti diamo numeri, strumenti e un piano.

Non vendiamo prodotti in abbonamento per poi sparire. Se lavoriamo insieme, ci sentiamo ogni settimana. Il piano si aggiusta in corso d'opera, perché la realtà cambia.

Non promettiamo risultati magici. Se un'azienda ha problemi strutturali, lo diciamo. Meglio una verità scomoda che una promessa irrealizzabile.

Se ti riconosci in una di queste situazioni

Prenota 30 minuti con noi per un check-up iniziale gratuito. Guardiamo insieme i numeri della tua azienda e ti diciamo cosa ne pensiamo. Senza impegno, senza contratto, senza pressioni.

Se ha senso lavorare insieme, te lo diremo. Se non ha senso, te lo diremo lo stesso. Non ci interessa vendere consulenze a chi non ne ha bisogno.

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