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Numeri

Organizzare un'azienda edile: i 4 passi del controllo di gestione

Corri tutto il giorno ma non sai mai dove sei? I 4 passi per organizzare la tua azienda in edilizia: occasioni, costi, cassa e controllo.

Guido Alberti·9 min lettura

Problema: la maggior parte degli imprenditori in edilizia lavora 12 ore al giorno senza avere un quadro chiaro di come sta andando l'azienda.

Soluzione: un sistema in 4 passi che trasforma il caos quotidiano in numeri leggibili, decisioni concrete e un controllo reale sul business.

Risultato: sapere ogni settimana quante occasioni hai, quanto margini, quanta cassa ti resta e dove intervenire prima che sia troppo tardi.

La ruota del criceto

Che tu sia in Lombardia o in qualsiasi altra regione, la giornata tipo la conosci. Ti svegli, rispondi a messaggi, vai in cantiere, torni in ufficio, fai un preventivo, rispondi ad altri messaggi, risolvi un problema con un fornitore, vai su un altro cantiere. Arrivi a sera che non hai fatto niente di quello che avevi in testa. E domani ricomincia tutto uguale.

Il lavoro operativo ti mangia vivo. E il risultato è che non hai mai il tempo per fare il lavoro vero dell'imprenditore: pensare. Pensare a dove sta andando la tua azienda, quali lavori ti convengono, dove stai perdendo soldi, cosa devi cambiare.

Il punto è che non ti manca il lavoro. Ti manca il controllo su quel lavoro. Non sai quali commesse ti fanno guadagnare e quali ti fanno solo girare soldi. Non sai se tra due mesi avrai la cassa per pagare i fornitori. Non sai se il preventivo che stai facendo adesso vale il tempo che ci metti.

Il controllo di gestione non è quella roba che fa il commercialista. Il commercialista guarda i numeri a consuntivo, mesi dopo. Il controllo di gestione è il sistema che ti permette di capire oggi come stai andando e dove stai andando. Ed è composto da 4 passi.

Passo 1: traccia tutte le occasioni

La prima cosa che manca nella maggior parte delle aziende che incontro è un dato banale: quante richieste ricevi, quanti preventivi fai, quanti ne chiudi.

Senza questi numeri navighi alla cieca. Non sai se il problema è che ti arrivano poche richieste o che ne chiudi poche. Non sai se stai facendo 50 preventivi al mese per chiuderne 5 o 15 per chiuderne 10. Sono due situazioni completamente diverse che richiedono interventi completamente diversi.

Quello che serve è un foglio semplice con queste colonne:

Data richiestaClienteTipo lavoroImporto preventivoStatoData chiusura
03/02RossiSerramenti villaNaN €Firmato15/02
05/02BianchiRistrutturazioneNaN €In attesa-
08/02VerdiPosa cappottoNaN €Perso20/02

Ogni mese calcoli tre numeri: richieste totali, preventivi emessi, contratti firmati. Da qui esce il tasso di conversione. Se è sotto il 25%, c'è un problema nel processo di vendita. Se è sopra il 40%, probabilmente stai lavorando sotto prezzo.

Facciamo un esempio concreto. Questo mese hai fatto 12 sopralluoghi, mandato 8 preventivi, chiuso 3 contratti. La tua conversione da sopralluogo a preventivo è del 67%, che è buona. Ma la conversione da preventivo a contratto è del 37%. Su 8 preventivi per un totale di NaN €, ne hai chiusi 3 per NaN €. Il valore medio dei preventivi persi era più alto di quelli chiusi? Se sì, probabilmente il prezzo è il problema. Se no, è il follow-up.

Passo 2: analizza i costi per commessa

Il secondo passo è sapere quanto ti costa davvero fare un lavoro. Non "a occhio", non "più o meno". I numeri veri.

Ogni commessa ha due tipi di costi. I costi variabili cambiano con il lavoro: materiale, manodopera di posa, trasporti, subappalti. I costi fissi li paghi comunque, che tu faccia zero commesse o cento: affitto, stipendi dell'ufficio, assicurazioni, software, auto aziendali.

L'errore che vedo più spesso è calcolare il margine solo sui costi variabili. Ti esce un bel 35% e ti senti tranquillo. Ma se aggiungi la quota di costi fissi che ogni commessa deve coprire, quel margine scende al 20-22%. E su certi lavori piccoli, scende sotto il 15%.

Ecco come si presenta il calcolo su una commessa reale. Serramenti per una villa, preventivo da NaN €:

VoceImporto
Ricavo commessaNaN €
MaterialeNaN €
Manodopera posaNaN €
Trasporto e ponteggioNaN €
Totale costi variabiliNaN €
Margine lordo (40%)NaN €
Quota costi fissi (1/4 di NaN €/mese)NaN €
Margine netto reale (24%)NaN €

Quel 40% di margine lordo che ti faceva stare tranquillo in realtà è un 24% netto. E se il cantiere sfora di una settimana, aggiungi altri NaN € di manodopera e quel 24% diventa 18%. Su un lavoro piccolo da NaN € con gli stessi costi fissi, il margine netto può scendere sotto il 10%.

Per ogni commessa ti serve una riga con: ricavo, costi variabili, margine lordo, quota costi fissi, margine netto. Se il margine netto è sotto la soglia che ti sei dato (io consiglio almeno il 20%), quel lavoro ti sta facendo girare soldi senza farti guadagnare.

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Passo 3: monitora la cassa ogni mese

Puoi avere un margine bellissimo sulla carta e trovarti con il conto a secco. Succede più spesso di quanto pensi, soprattutto in edilizia dove i tempi di incasso sono lunghi e le uscite sono costanti.

La cassa è il sangue dell'azienda. Se finisce, l'azienda si ferma, anche se hai tre cantieri aperti e contratti firmati per i prossimi sei mesi.

Ogni mese guardi quattro numeri:

  1. Quanto è entrato questo mese (incassi reali, non fatturato)
  2. Quanto è uscito (fornitori, stipendi, affitto, tutto)
  3. Quanto c'è in cassa adesso
  4. Quanto dovrai pagare nei prossimi 30 giorni (fornitori in scadenza, stipendi, tasse)

Se il numero 4 è più grande del numero 3, hai un problema da risolvere oggi. Non domani, non quando arriva il prossimo incasso. Oggi.

Ecco un esempio di monitoraggio mensile della cassa:

MeseIncassiUsciteSaldo meseCassa disponibilePagamenti prossimi 30gg
GennaioNaN €NaN €NaN €NaN €NaN €
FebbraioNaN €NaN €NaN €NaN €NaN €
MarzoNaN €NaN €NaN €NaN €NaN €

Guarda febbraio: incassi bassi, uscite alte, cassa che scende a NaN € con NaN € da pagare entro 30 giorni. Se non avessi monitorato questo numero a fine gennaio, ti saresti trovato in emergenza. Invece lo vedi in anticipo e puoi agire: sollecitare un incasso, negoziare una dilazione con un fornitore, rimandare un acquisto non urgente.

Passo 4: controlla tu, non il commercialista

Questo è il punto dove la maggior parte degli imprenditori in edilizia sbaglia. Delegano il controllo dei numeri al commercialista o all'amministrazione e non ci pensano più.

Il commercialista fa un lavoro diverso dal tuo. Lui guarda la contabilità, le tasse, il bilancio. Sono numeri importanti ma arrivano tardi e guardano indietro. Il controllo di gestione guarda avanti: quante occasioni hai in canna, come stanno andando le commesse aperte, la cassa dove sarà tra un mese.

Questo lavoro lo devi fare tu. O almeno lo devi capire tu, anche se qualcuno ti prepara i numeri.

Il mio consiglio è un appuntamento fisso, ogni lunedì mattina, 30 minuti. Guardi il report con le 4 aree: occasioni, margini, cassa, cantieri aperti. Se qualcosa non torna, intervieni subito. Se tutto è in linea, vai tranquillo per la settimana.

In pratica funziona così. Lunedì mattina, ore 8:00, prima di rispondere al telefono. Apri il report. Occasioni: questa settimana sono entrate 4 richieste nuove, 2 preventivi mandati, 1 contratto firmato. Bene. Margini: la commessa Bianchi è al 26%, la commessa Rossi è scesa al 17% perché il cantiere ha sforato di 3 giorni. Male, devi capire cosa è successo. Cassa: hai NaN € in banca, NaN € da pagare entro 15 giorni. Devi sollecitare l'acconto della commessa Verdi. Tutto questo in 30 minuti. Il resto della settimana lavori con la testa sgombra perché sai esattamente dove sei.

Cosa cambia dopo 3 mesi

Chi adotta questo sistema vede i risultati in fretta. Non perché i numeri cambiano da soli, ma perché inizi a prendere decisioni diverse.

Ti faccio un esempio reale. Un serramentista che seguiamo ha iniziato a tracciare le occasioni a gennaio. Al primo mese ha scoperto che la sua conversione era al 22%. Stava facendo troppi preventivi su lavori piccoli che poi non chiudeva. Al secondo mese ha deciso di fare sopralluogo solo sopra i 15 € e ha iniziato a fare follow-up strutturato su quelli grossi. Al terzo mese la conversione era al 35% e il valore medio dei contratti era salito del 40%.

Smetti di accettare lavori che non marginano. Alzi i prezzi dove serve. Ti accorgi prima quando un cantiere sta sforando. Non ti trovi più con la cassa a secco perché hai visto il problema un mese prima.

La cosa che stupisce di più è quanto tempo ci vuole: 30 minuti il lunedì e 10 minuti al giorno per aggiornare i dati. Meno di un'ora a settimana per avere il controllo totale su un'azienda che prima navigava alla cieca. Il problema non è mai il tempo. Il problema è che nessuno ti ha mai insegnato quali numeri guardare e come leggerli.

Il controllo di gestione non è burocrazia. È il sistema che ti tira fuori dalla ruota del criceto e ti fa tornare a fare l'imprenditore. Perché il tuo lavoro non è posare finestre o stare in cantiere. Il tuo lavoro è far funzionare l'azienda. E per farla funzionare, devi sapere come sta andando.

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