Intervista a Francesco D’Alessandro, il nuovo CEO di BAUTRUST

Finalmente possiamo presentarvi il nuovo CEO (Chief Executive Officer) di BAUTRUST: Francesco D’Alessandro. Una nuova entrata in azienda che porta con sé un assetto completamente rinnovato e pieno di novità; un imprenditore internazionale, con una visione ampia e innovativa, che porterà BAUTRUST ad affrontare nuove sfide e successi.

Ma chi è Francesco D’Alessandro e perché vogliamo farvelo conoscere? L’abbiamo intervistato per voi, per mettere a vostra disposizione l’esperienza di Francesco come imprenditore.

Ciao Francesco, raccontaci qualcosa di te. Quale percorso professionale ti ha portato fino a qui?

Il mio percorso professionale è iniziato molto presto e oggi ho alle spalle 31 anni di esperienza nel mondo dell’imprenditoria.

All’età di 19 anni mi si è presentata per la prima volta, in un modo totalmente incredibile, l’occasione di diventare imprenditore. Una sera, mentre stavo tornando a casa a piedi, decisi di fare l’autostop. Subito si fermò accanto a me una macchina che mi diede un passaggio. Nel tragitto, io e il guidatore iniziammo a parlare del più e del meno e quando mi chiese chi sarei voluto diventare da grande, senza pensarci troppo risposi “vorrei diventare milionario”. Non so cosa mi spinse a dare quella risposta, ma scoprii che la persona accanto a me era un imprenditore. Mi disse: “fra una settimana verrò a prenderti, passeremo insieme due giorni nei quali ti farò vedere come si diventa milionario”. Naturalmente accettai. A 19 anni la presi come un’avventura, un’esperienza diversa dal solito. Accadde che, dopo una settimana, non si presentò la persona che mi aveva dato un passaggio quella sera, ma un suo giovane collaboratore che mi portò per 2 giorni a un seminario di formazione per la vendita di assicurazioni private. Questo è stato il mio primo approccio alla vendita, un’esperienza che mi ha aperto la mente e che mi ha dato la spinta a realizzare qualcosa di grande.

Durante gli anni successivi, dopo essermi formato nella vendita, decisi di creare diverse società edili e immobiliari in Germania. Anche se all’inizio tutto sembrava andare bene, purtroppo arrivai a dover quasi dichiarare bancarotta. Non avevo più nulla. Come fare? Da dove potevo ripartire?

Avevo una certezza: sapevo di saper vendere. Sono ripartito da lì: ho creato una società di coaching e ho iniziato a spiegare alle persone come vendere i loro prodotti, quale mindset assumere, ho iniziato a vendere i miei corsi pieni di consigli strategici su come diventare milionario. C’era un problema, però. Io non lo ero davvero (non ancora almeno). Ero ancora senza niente, ma sapevo che se fossi riuscito a cambiare la mia mentalità e avessi perseverato, qualcosa sarebbe cambiato. Dopo poco ho fondato un’altra società di e-commerce e di network marketing che vendeva Fidelity Card agli utenti (esattamente come l’attuale cashback). Dalla Germania mi sono allargato poi all’estero e, dopo qualche tempo, sono approdato in Svizzera. Ancora una volta decisi di dare una svolta alla mia carriera. Ho venduto la mia società di cashback per aprirne un’altra incentrata sul concetto di gift card. In 2 anni questa azienda è diventata la prima sul mercato svizzero per questa tipologia di prodotti.

Nel 2011 ho portato in Svizzera un sistema di credito per le aziende che dava la possibilità all’utente di fare acquisti online e di pagare tramite fattura o bonifico. Nel 2015 sono diventato azionista e CSO di Swissbilling, portando la società a un livello molto alto con un fatturato a 6 zeri. Nel 2017 io e i miei soci abbiamo venduto l’azienda a La Cembra Money Bank AG, una società quotata in Borsa Svizzera.

Dal 2014 vivo una parte dell’anno in Svizzera e una parte sull’Isola Balearia dove investo nel mercato immobiliare Mallorquino. Da marzo 2020 mi propongo inoltre come consulente, mentore e coach per le aziende che vogliono eccellere nel loro settore.

Cosa ho imparato da tutti questi anni da imprenditore? Che gli alti e bassi sono fasi della vita e oggi sono quello che sono perché ho avuto esperienza sia delle cose che vanno molto bene ma anche delle cose che vanno molto male. In tutto questo, ho imparato come rialzarmi sempre.

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Sono ambizioso, a volte caparbio (per qualcuno potrebbe essere un pregio per altri un difetto), sono leale e determinato.

Cosa vuol dire per te essere oggi il CEO di BAUTRUST?

Per me è davvero un piacere enorme essere CEO di una società con un potenziale così grande, non solo nel mercato svizzero ma europeo. Nel team di BAUTRUST ci sono persone giovani e ambiziose che mi stimolano a offrire al 100% la mia esperienza e a dare la massima energia in un progetto così grande. Per me essere CEO di BAUTRUST significa scrivere una storia nuova in Svizzera e, perché no, in Europa.

Quali sono gli aspetti del tuo carattere che ti rendono più facile essere CEO?

Sono nato in Germania da genitori italiani. In me c’è il cuore italiano e la mente tedesca. Penso che questo sia il valore che porto e che si riversa nel mio lavoro. Non mi lascio buttare giù dalle cose che possono succedere, le sfide mi motivano sempre, sono molto appassionato e determinato. Sono preciso, amo fare le cose con organizzazione e ambizione. 

Quali sono per te i punti di forza di BAUTRUST e perché credi nell’azienda?

Prima di tutto, uno dei punti di forza di BAUTRUST è avere un fondatore (Maximilian C. Schwenn) estremamente creativo e di ampia visione, questo dà respiro e prospettiva vincente all’azienda. Il secondo punto di forza è il concetto di Sigillo di Qualità: questo Sigillo ha un potenziale mondiale soprattutto nel campo della digitalizzazione.

BAUTRUST è pioniere in quello che sta facendo. Gli imprenditori che decideranno di agganciarsi a questa rivoluzione digitale saranno i primi a vincere. Stiamo formando un insieme di conoscenze nuove che porteranno gli imprenditori ad arrivare dove esattamente dove vogliono essere.

Come affronti i successi e i fallimenti aziendali?

Iniziamo con i fallimenti. Dalla mia esperienza si possono affrontare solamente così: cadi e ti rialzi di nuovo. Il mio motto è da sempre “never give up”. Non è importante se cadi, è fondamentale rialzarsi. Questo è il segreto per un imprenditore, trovare sempre la forza per reagire e rialzarsi.

Come affronto i successi? Sono una persona a cui piace quando tutta la squadra ha successo, amo quando ho la possibilità di portare una persona ad avere successo. La cosa più bella per me è essere facilitatore dei successi degli altri. 

Qual è la parte che preferisci e quella che non ti piace del tuo lavoro?

Se esistessero cose che non mi piacciono del mio lavoro, smetterei di fare quello che faccio. Il lavoro per me è passione, se manca quella preferisco smettere, sono il primo che se ne va. La passione per il proprio lavoro è il motore di tutto, è ciò che ti permette di vedere sfide motivanti anche quando sai che le cose potrebbero andare diversamente.

La parte invece che preferisco del mio lavoro è stimolare gli altri e vederli crescere. Alla mia età (51 anni) non mi interessa più la mia sola crescita e l’orgoglio personale, ma creare un team di persone affiatate e appassionate. In generale, non mi piace arrivare secondo e questo è quello che cerco di trasmettere all’azienda. Non mi interessano i competitor, non mi preoccupano, non guardo mai cosa fanno gli altri perché non voglio rimanere al loro livello. Mi piace mantenere sempre il focus sui miei obiettivi e su quello che voglio fare io.

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